
Anche dopo che la scuola è stata costruita da SFC e ABDI, abbiamo continuato ad affrontare una grande difficoltà per mancanza di acqua pulita. Non c’era acqua potabile nel nostro villaggio e l’acqua del fiume e della sorgente era molto lontana dalla scuola.
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Noi bambini eravamo costretti a portare a scuola acqua sporca da bere, e questo ci esponeva a malattie trasmesse dall’acqua. Le nostre mamme soffrivano molto quando ci ammalavamo. Adesso siamo molto felici, perché abbaimo acqua pulita nella nostra scuola e vicino a casa. Ora è una nostra responsabilità, e anche della comunità scolastica, usarla bene e assicurarci che duri nel tempo. Noi studenti faremo di tutto per usarla nel modo giusto e incoraggeremo anche i nostri genitori a prendersene cura. Non dobbiamo dimenticare le difficoltà che abbiamo vissuto. Inoltre, sono contenta di dire che anche i nostri risultati scolastici stanno migliorando, perché non dobbiamo più andare lontano a cercare l’acqua e non perdiamo più le lezioni.
– Rodala, 12 anni, studentessa di quinta classe nel villaggio di Adaba

Sto contribuendo attivamente alla mia comunità come membro del Comitato di Gestione dell’acqua, istituito grazie al progetto. Fin da quando ero giovane, nella nostra zona abbiamo sofferto per la carenza di acqua potabile.
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I bambini erano costretti a prendere acqua non pulita dal fiume, trasportandola in contenitori di plastica fino a scuola e esponendosi così a diverse malattie legate all’acqua. Anche le nostre madri e sorelle affrontavano grandi difficoltà, portando pesanti carichi sulle spalle per lunghe distanze. Quando il progetto è stato approvato e finanziato da SFC, e poi realizzato con il supporto di ABDI e della comunità, la situazione ha iniziato a cambiare. Ricordo bene quanto fosse stato impegnativo partecipare alle attività del progetto: dal trasporto dei materiali da costruzione, come pietre, sabbia e cemento — usando animali oppure le nostre spalle – allo scavo dei terreni più difficili per installare le tubature per il sistema di acqua potabile. Nonostante le fatiche, grazie alla collaborazione di tutti siamo riusciti a completare il lavoro. Oggi l’intera comunità è orgogliosa di avere finalmente una fonte d’acqua sicura e pulita nel villaggio. Io stesso sono fiero di far parte del Comitato di Gestione dell’acqua. Grazie alla formazione e al supporto ricevuti attraverso il progetto, possiamo svolgere con responsabilità il nostro compito, assicurando un utilizzo corretto e una buona manutenzione del sistema idrico.
– Adan, 25 anni, abitante nel villaggio di Adaba

Ho vissuto in questo villaggio per tutta la mia vita. Prima di questo progetto, non c’era accesso ad acqua potabile in quest’area. Dovevo percorrere circa due chilometri per prendere l’acqua dal fiume e riportarla a casa.
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Grazie al progetto, ora posso accedere all’acqua a una distanza di 50 metri da casa mia. È come se fossi rinata. L’acqua sporca che condividevamo con il nostro bestiame esponeva noi e i nostri bambini a varie malattie. I nostri figli, che andavano a scuola, erano costretti a portare con sé acqua sporca ogni giorno. Quando abbiamo avuto l’opportunità di beneficiare del progetto idrico, siamo stati tutti molto felici. I nostri bambini possono accedere ad acqua pulita a scuola, permettendo loro di concentrarsi sugli studi. Inoltre, piantano diverse piantine di alberi intorno alla scuola per proteggere l’ambiente. Stiamo anche usando l’acqua per costruire ulteriori aule per la scuola. Sono orgogliosa e confidente di poter dire che questo progetto dell’acqua ha portato benefici significativi a noi donne, che abbiamo sofferto molto per la necessità di cercare acqua a lunga distanza e per i nostri figli che si ammalavano a causa dell’acqua sporca. Posso anche affermare con sicurezza che la nostra produttività, come donne, è aumentata notevolmente, poiché non dobbiamo più dedicare tempo a raccogliere acqua o a prenderci cura dei bambini malati a causa dell’acqua sporca. Ora usiamo quel tempo per attività generatrici di reddito.
– Amala, 60 anni, abitante del villaggio di Adaba

Ho una famiglia con sette membri, compresi me e mio marito, e sono una leader culturale rispettata che ha il diritto culturale di promuovere i diritti delle donne all’interno della comunità di Harewa.
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Come donna che ha vissuto le difficoltà di accedere all’acqua potabile, sono onorata di condividere la mia storia e la mia visione per il futuro del nostro villaggio. Durante la mia infanzia, la mancanza di fonti d’acqua affidabili era un peso costante per la mia famiglia e per tutta la nostra comunità. Ogni giorno trascorrevamo ore camminando fino al punto d’acqua più vicino, spesso uno stagno o un fiume, per attingere l’acqua. Questo compito difficile ha avuto un impatto negativo sulla nostra salute, poiché le malattie trasmesse dall’acqua erano un evento comune. Ha anche limitato la nostra capacità di concentrarci su altri aspetti essenziali della nostra vita, come l’istruzione, le attività economiche e lo sviluppo della comunità. Quando ho sentito parlare per la prima volta del progetto idrico, ho capito che si trattava di un’opportunità di trasformazione che non potevamo lasciarci sfuggire. Avvalendomi della mia posizione di leader culturale, ho mobilitato le donne della località affinché partecipassero attivamente a ogni fase del progetto idrico. Abbiamo contribuito con manodopera, risorse finanziarie e la nostra saggezza collettiva per garantire il successo del progetto. Il livello di coinvolgimento della comunità, in particolare delle donne, è stato fonte di ispirazione. Abbiamo lavorato fianco a fianco, scavando i canali per le condutture, trasportando i materiali e costruendo la fonte idrica, il serbatoio e i punti di approvvigionamento. I nostri contributi finanziari, sebbene modesti, hanno dimostrato il nostro impegno incondizionato nei confronti di questo progetto e la nostra fiducia nel suo potenziale di cambiare la vita delle persone. Al momento, le strutture idriche sono operative e forniscono acqua pulita al complesso scolastico, allo spazio comunitario centrale e persino al complesso della moschea locale. I cambiamenti positivi sono evidenti. I nostri figli non devono più perdere le lezioni per andare a cercare l’acqua e la loro salute è notevolmente migliorata. Le donne come me hanno più tempo ed energia per dedicarsi ad attività generatrici di reddito e iniziative comunitarie. Ma il nostro lavoro non si è fermato qui. Sfruttando la mia posizione di leader culturale, in collaborazione con lo staff del progetto ABDI, ho organizzato le donne del villaggio di Harewa in gruppi di auto-aiuto, consentendo loro di diventare agenti di cambiamento nella nostra comunità. Attraverso questi gruppi, stiamo sviluppando una cultura del risparmio e del credito, consentendo alle donne di avviare piccole imprese e raggiungere una maggiore indipendenza finanziaria. Inoltre, siamo diventate più consapevoli dei nostri diritti e delle nostre prerogative, sostenendo un migliore accesso ai servizi e alle risorse essenziali. Questa ritrovata fiducia e unità tra le donne della località di Harewa è stata una forza trainante nello sviluppo della nostra comunità. Mentre festeggiamo il successo del progetto idrico, devo anche sollevare la questione della necessità urgente di ricostruire la nostra scuola. Le aule e le strutture della nostra scuola elementare locale sono in condizioni deplorevoli e mettono a rischio la salute e il benessere dei nostri bambini. Se riceveremo un sostegno da SFC e ABDI, mi impegno a usare la mia posizione di leader per mobilitare e convincere l’intera comunità, sia uomini che donne, a partecipare attivamente al processo di construzione della scuola. Insieme, possiamo costruire un futuro più luminoso per i bambini della località di Harewa, fornendo loro le conoscenze e le competenze necessarie per prosperare.
– Fura, 38 anni, leader culturale femminile, abitante nel villaggio di Harewa.

Prima che venisse costruito il punto di approvvigionamento idrico nel nostro villaggio, trascorrevo ore ogni giorno aiutando mia madre ad andare a prendere l’acqua al fiume.
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Era un lavoro estenuante e spesso arrivavo a scuola stanca e disidratata. L’acqua del fiume era sporca e non potabile, e avevo sempre paura di ammalarmi. Molte volte dovevo lasciare la scuola prima del tempo per aiutare mia madre, perdendo lezioni importanti e rimanendo indietro con lo studio. Ma ora, con un punto di approvvigionamento idrico proprio qui nel nostro complesso scolastico e un altro per la comunità del villaggio, tutto è cambiato. Non devo più preoccuparmi di lasciare la mia classe per andare a prendere l’acqua. Finalmente posso concentrarmi sulla mia istruzione senza continue distrazioni. Mia madre, che Dio la benedica, ora ha più tempo ed energia per prendersi cura del benessere della nostra famiglia. La differenza nei miei risultati scolastici è stata notevole. Sono più attenta, coinvolta e motivata in classe. I miei voti sono migliorati e sono fiduciosa di poter realizzare il mio sogno di diventare un giorno insegnante o medico. Tuttavia, per quanto sia grata per il nuovo punto di approvvigionamento idrico, devo comunque esprimere la mia preoccupazione per le condizioni generali delle strutture della nostra scuola. Le nostre aule hanno un disperato bisogno di essere ristrutturate. Le pareti sono sgretolate, i pavimenti sono polverosi e i tetti perdono acqua quando piove. I servizi igienici sono in condizioni terribili: sono insicuri, antigienici e inadatti per gli studenti, in particolare per le ragazze. Vogliamo studiare in un ambiente pulito, sicuro e favorevole alla nostra crescita e al nostro sviluppo. Speriamo di ricevere presto un sostegno di SFC e ABDI, in modo da poter trasformare questa scuola in un centro educativo adeguato, dove studenti come me possano avere successo e realizzare il proprio potenziale.
– Amila, 15 anni, studentessa del 7° anno, abitante nel villaggio di Harewa
